9. Turismo accessibile

Viaggiare è conoscenza, scoperta, condivisione, risposta alle proprie aspettative. Circa il 70% delle persone con disabilità in Europa avrebbe la possibilità economica e fisica di viaggiare (dati Eurostat). Spesso però si vede preclusa questa esperienza per la preoccupazione di quello che potrebbe succedere durante il viaggio: barriere, non solo architettoniche, mancanza di informazioni, personale formato e strutture improntate a un’accoglienza che metta al centro le esigenze della persona.
AISM da sempre crede in modo determinato nella libertà e nel diritto delle persone con disabilità di vivere la propria vita in piena autonomia. L’accessibilità dei luoghi non deve determinare la scelta della vacanza; si deve poter scegliere una meta o struttura turistica perché piace e non perché essa sia l’unica accessibile. Questo vale anche per ogni cittadino che voglia vivere a pieno la bellezza della sua città e del suo territorio nel quotidiano. Qual è quindi il significato di Turismo Accessibile? Tra le molte definizioni che sono state formulate, l’Europa e la Commissione Europea definiscono il Turismo Accessibile come “l’insieme dei servizi e delle strutture in grado di permettere a persone con bisogni specifici la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà”. Un turismo quindi per tutti.
AISM da anni opera nel segmento del turismo accessibile condividendo e perseguendo questa visione con l’intento primario di promuovere l’empowerment delle persone con disabilità.
L’attività parte da lontano: è iniziata nel 2000 con l’apertura e gestione di Casa vacanze “I Girasoli” a Lucignano (Arezzo) per estendersi ad altre strutture nel territorio italiano che costituiscono oggi il network “Europe Without Barriers”: Casa Letizia ad Auronzo di Cadore (Belluno), Villa Matteucci presso la stazione termale di Porretta Terme (Alto Reno terme Bologna) e Casa Pitecusa, sull’isola di Ischia (Napoli).
Sempre in questo contesto, l’Associazione ha realizzato e realizza progetti orientati a divulgare e diffondere la cultura dell’accessibilità. Rientrano in questi la mappatura dell’accessibilità, l’analisi dei bisogni delle persone con disabilità, la formazione e la consulenza degli operatori e la creazione di itinerari senza barriere.
Tutto questo ha consentito ad AISM di diventare un modello da replicare nel campo del turismo accessibile.

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